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Il sabato sera di Fiorella Mannoia

Un, due, tre… Fiorella è il nuovo programma del sabato sera condotto da Fiorella Mannoia. Pur non aggiudicandosi il primo premio durante l’ultimo Festival di Sanremo, è stata certamente la più ammirata in scena e la sua canzone una delle più amate, e per lei continuano le soddisfazioni: infatti dal 16 settembre, il sabato sera sarà lei la protagonista della prima serata di Rai Uno.

«Il mio punto di riferimento è il sabato sera di Mina. Vorrei tanto riuscire ad arrivare vicino a quei sabato sera là. Mina è una cantante come me, conduceva come me. E io ho cercato di ispirarmi a lei. Non so se ci sono riuscita. Ma almeno ci ho provato», esordisce lei in conferenza stampa puntando molto in alto.

Non le manca però certo l’umiltà, che l’ha sempre contraddistinta anche durante la sua lunga carriera da interprete di successo: «non era una cosa che ho cercato – racconta la cantante -, non era previsto, ma a me piace rischiare, mettermi in gioco.»

“Un, due, tre… Fiorella!” sarà uno spettacolo di musica ma non solo, con momenti ironici, divertenti, ma anche di riflessione. Tanti gli ospiti: nella prima puntata ci saranno Alberto Angela, Clementino, Sabrina Ferilli, Ivano Fossati, Max Gazzè, Marco Giallini, Ligabue, Morandi, Federica Pellegrini, Enrico Ruggeri.

Il filo conduttore di questi appuntamenti è ovviamente la musica, le canzoni. Sia quelle del repertorio della protagonista, sia quelle dei suoi ospiti con duetti inediti, sorprese, un’orchestra ed anche una band live.

Continuando a parlare dello show la cantante dice: «Devo fare i conti con gli autori, con i ‘si esce di qua, si entra di là’, e poi ‘mentre parli con quello succede quest’altro… Io so gestire uno spettacolo, un mio concerto: lì sono a casa mia. Ma gestire un programma televisivo è un’altra cosa. Vorrei far uscire una parte di me che non si conosce, quella ironica. Ci saranno tanta musica, monologhi, momenti di riflessione, di commozione ma anche risate e puro divertimento».

«Protagonista dello studio sarà un muro. Non un muro di divisione, ma un muro di volta in volta romantico e divertente. Nei muri tutta l’umanità è passata e ha lasciato un segno. I muri raccontano tanto, come ci spiegherà Alberto Angela»

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